La Repubblica - Eleganti con fantasia lo stile Napoli fa moda
di Donatella Bernabò Silorata e Antonio Tricomi - 13 gennaio 2002
Napoletano. Il più elegante d' Italia, anzi, del mondo. Nessuno sembra mettere in discussione questo ennesimo primato. Diciassette sarti di Napoli hanno appena sfilato sulle passerelle di Pitti Uomo, Ermenegildo Zegna sceglie Rubinacci come partner per la produzione sartoriale, Valextra di Milano chiede per i propri clienti una collezione limitata di cravatte a Marinella. E proprio il nome di Marinella, insieme a quello di Kiton, mette d' accordo in tutto il mondo chiunque abbia a cuore l' eleganza maschile.
Eleganza che naturalmente ha le sue regole, anche se mai troppo rigide. Abito grigio a un petto e tre bottoni, su misura e cucito a mano, con spalla morbida per la sera. Pantaloni con risvolto (senza per gli abiti da cerimonia), camicia su misura con polsini da gemello e collo classico: mai troppo alto e rigido e sempre proporzionato alle misure del viso, consiglia Mariano Rubinacci. Il blazer (pantalone grigio e giacca blu) è riservato alla mattina: mai di sera e mai con scarpe nere.
La moda casual suggerisce invece pullover di lana o di cashemere, pantaloni di velluto, jeans, flanella per l' inverno e lino per l' estate. «Per le camicie ritorna il collo più morbido e lungo - spiega Francesco Merolla della camiceria Merolla & De L' Ero in via Calabritto - in sostituzione del collo alla francese. Bianco e azzurro restano i colori tradizionali, e naturalmente le righe battono quadretti». I bottoni sono di madreperla preferibilmente a tamburello, i polsini con bottoni o gemelli. Tra i vezzi, le cifre: in stampatello maiuscolo o in corsivo minuscolo, colore su colore o sfumate. L' ultima tendenza è di averle senza esibirle (molto snob farle ricamare sull' orlo inferiore della camicia, che andrà nascosto nei pantaloni).
Eleganza, però, significa anche rileggere le mode e le regole, saper indossare con disinvoltura una vecchia giacca con le toppe sui gomiti. «Misure tradizionali e sobrietà senza rinunciare a qualche nota di fantasia» , suggerisce Maurizio Marinella. Che prescrive cravatte di nove centimetri di larghezza massima e nodi mai troppo ampi e abbondanti, tessuti brillanti per la mattina e più scuri per la sera, e almeno una cravatta blu o una a pois bianchi e blu: accessori immancabili nel guardaroba.
«Perché la vera eleganza - sostiene Carlo Guardascione, dirigente della Fondazione Idis e già collaboratore di Yves Saint Laurent - consiste nel conoscere talmente bene le regole da poterle trasgredire con gusto, non nel seguire banalmente la moda o nell' essere tristemente impeccabili. Il napoletano è il più elegante di tutti perché non è mai in divisa. L' uomo elegante è immobile nel tempo, le tracce d' attualità si leggono soltanto nei dettagli.
La cravatta, il collo della camicia e i reverse della giacca devono dar vita a una sinfonia e non adeguarsi a norme codificate: l' uomo elegante queste cose se le sa d' istinto, il napoletano possiede la naturale saggezza e l' acuta sensibilità per saperlo». Per il giovane creativo Massimiliano Napolitano, per anni accanto a Dolce & Gabbana, «i napoletani sono in assoluto i più eleganti al mondo, sia per questioni di DNA che per tradizione sartoriale. I motivi sono da ricercarsi in doti naturali come la vanità, la creatività e la sensibilità artistica» .
Il particolare Ombrello dell' artigiano Nelle giornate di pioggia l'uomo elegante si distingue dall' ombrello: belli e pregiati quelli di Mario Talarico in Vico due porte a Toledo. Una bottega storica dove, dal 1890, si tramanda l' arte di fabbricare ombrelli e bastoni da passeggio. Sono tutti fatti a mano ancora sul banchetto del secolo scorso: canne e manici in autentico legno duro che viene intagliato a mano e sagomato a fuoco. Si sceglie tra essenze diverse: ginestra, palissandro, bambù, ma anche limone, ciliegio, castagno, malacca, frassino, nocciolo ed ebano, il più pregiato. Punta è di vero corno, cuciture e rifiniture a mano. Sono tutti pezzi unici e irripetibili come l' ombrello con canna di malacca e manico di corna di cervo o quello con il manico di corno di bufalo acquistato poche settimane fa per 700 mila lire da uno scrittore francese che aveva letto su Le Monde della bottega napoletana.
E dalla prossima primavera saranno pronti gli ombrelli di pura seta. (d.b.s.) i nomi Rubinacci indica Imbert I più eleganti di Napoli? Fabrizio Knight, sempre impeccabile, Federico Pepe, presidente del Banco e Gaetano Cola presidente della Camera di Commercio, ma anche Mariano Rubinacci che si schernisce indicando tra i più eleganti il manager Federico Imbert. Roberto Mottola d' Amato ha ereditato dal padre Antonio un' eleganza raffinata e naturale. Eleganza casual, ma mai casuale, per Mario Florena, progettista di interni e di giardini, il primo ad indossare a Napoli lo shatusch, rigorosamente blu per la sera, grigio per il pomeriggio e verde o beige per la mattina. Tra gli architetti Alberto Sifola, in stile Montezemolo (con fazzoletto nel taschino della giacca), e Vincenzo Sposato. Attento ai dettagli il penalista Amerigo Crispo, giacca e cravatta per l' inverno, lino e babbucce capresi d' estate. Sobrio l' imprenditore Cesare Falchero.
Classico ma con brio Giancarlo Caracciolo Capone che preferisce cravatte Marinella, ma dal taglio asimmetrico. le aziende Sfilano Isaia e Borrelli Diciassette le aziende campane invitate alla rassegna Pitti Immagine Uomo di Firenze, appuntamento annuale di prestigio con la moda maschile internazionale. Ciro Paone spa (Kiton), Clan, Confezioni Caf, Felamm, Gigiesse, Incra, Isaia & Isaia, La vera sartoria napoletana, Luigi Borrelli, Marino Industria Confezione, MTA Manifatture tessibili abbigliamento, Nuova calzoleria italiana, PDM Domenico Menniti, Pasquale Di Ruggiero srl, Sartoria Mediterranea, Tramontano spa, Ugo Colella. Tutti testimonial dal classico al casual, dalla sartoria agli accessori del buon gusto. Diciassette griffes che si aggiungono alla schiera di stilisti, artigiani ed aziende non presenti ma che da decenni danno il loro contributo originale al made in Naples: Marinella, Rubinacci, Eddy Monetti, Patrizio Cappelli, Panico, Campanile, Calabrese e tanti altri.